sabato 8 giugno 2013

Bolivia: stupra e uccide una ragazza. Viene sepolto vivo col cadavere di lei.

Lo stupro è la disumanizzazione concretizzata:una pratica raccapricciante che rende dell'altra persona un semplice oggetto. Purtroppo,sono molto frequenti i casi di stupro,e il cruccio principale resta quello di punire adeguatamente questi criminali; per esempio,in Cina si ha una pena che parte dalla reclusione per qualche settimana soltanto(pena tanto lieve da indurre le autorità a consigliare alle donne di non uscire vestite in abiti succinti).Ma ciò che è successo in Colombia è l'esatto opposto;una pena assurda e alquanto discutibile:essere sepolti vivi!


E' successo a Colquechaca,un villaggio a sud della Bolivia,dove un ragazzo si è reso colpevole di aver stuprato una sua coetanea e,non pago di aver già commesso un crimine intollerabile,di averla uccisa.
Sono molto recenti i casi di violenza su donne,anche vicini a noi,e il tema non può che scaldarci parecchio. Ma se la sete di rabbia verso questo ragazzo ci pervade,non possiamo nemmeno ignorare la pena che ingiustamente (a mio parere) ha pagato.
Infatti,scoperto il suo crimine da un gruppo di circa 80 persone,non è riuscito da solo a resistere alla loro rabbia. La rabbia della folla acceca sempre e non fa capire come la sete di giustizia immediata porti sempre ad una ingiustizia simile o peggiore a quella che si vuole combattere. Ed è cosi che il ragazzo è stato calato sotto terra,vicino al cadavere della povera vittima,ancora vivo. La sua morte è stata orrenda,e sicuramente non è servita a molto,se non a farci rendere conto che una giustizia sommaria difficilmente è equa.
Ed ecco emergere,con macabra ironia,una indesiderata considerazione: eccoli li,vittima e carnefice,vicini,nemici,ma accomunati nella morte:entrambi uccisi dalla bestialità dell'uomo!

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