Una barbara pratica,quella diffusa in Medio Oriente,specie nelle regioni di prevalenza islamica. Il ruolo della donna è molto limitato e la loro considerazione,accentuata da abitudini religiose spesso irrispettose della persona, le rende vittime di una società in cui anche la loro vita è costantemente messa a dura prova da sofferenze e,come in questo caso,rischi per la propria vita.
E' successo a Daqahlia,in Egitto.Un errore durante l'operazione e la bambina non ce l'ha fatta.
Il padre,Mohamed Ibrahim,commenta :'se avessi saputo che l'operazione l'avrebbe uccisa,non l'avrei mai permessa'. La madre,Hasanat,insiste:'non so cosa sia successo,ma voglio giustizia!'
I genitori avevano già operato la sorella maggiore e il medico del villaggio al quale si sono affidati era una persona fidata,ricercata da molti per questo genere di operazioni. 'Curava tutti i mali' dice Mohamed 'e lo faceva a basso prezzo';
Lo stesso dottore,per nascondere il suo errore,avrebbe offerto alla famiglia 20.000 lire egiziane,equivalenti a 2000€.
La mutilazione genitale può essere causa di morte per molte donne,poiché provoca infezioni e spesso sofferenze al momento del parto,tali da indurre la maggior parte delle volte a parti cesarei.
Questa usanza viene praticata quando si è ancora bambine,e l'impotenza di esse al ribellarsi a questa sofferenza non è facile da accettare. Specialmente quando abbiamo vittime di cui parlare..

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