venerdì 21 giugno 2013

Massacrano l'arbitro a calci in faccia: solo 12 mesi di riformatorio.

E' successo lo scorso dicembre,in Olanda:sei giovani calciatori (dai 15 ai 17 anni),a seguito di una partita persa,hanno preso di mira un guardalinee,colpendolo ripetutamente e inveendo con ingiurie nei suoi confronti. Arriva ora la sentenza: 1 anno di carcere minorile per uno dei ragazzi, 24 mesi per gli altri 5 e 6 anni di carcere per il padre di uno di loro che era sceso in campo ad assistere senza intervenire.


Avevano perso ed evidentemente non avevano gradito la prestazione del guardalinee,imputandolo come causa della loro sconfitta. E' per questo motivo che sei giocatori adolescenti del Nieuw Sloten a fine partita hanno deciso di farsi 'giustizia' da soli: hanno preso di mira il dirigente del Buitenboys (la squadra ospite),che in quel caso stava svolgendo le veci di assistente arbitrale, e dopo averlo circondato e buttato per terra, hanno iniziato a colpirlo; i colpi (prevalentemente calci) violenti,diretti al viso di Richard Nieuwenhuizen,non sono terminati nemmeno quando l'uomo,ormai agonizzante, cosparso del proprio sangue,implorava dal dolore. L'uomo,infine,si è accasciato perdendo i sensi. Non è valsa a nulla la corsa in ospedale dove l'uomo è arrivato già in uno stato di morte cerebrale.
I ragazzi sono stati ora processati ma la pena è risultata insufficiente: solo un anno di riformatorio per uno dei sei ragazzi e fino a 24 mesi per gli altri cinque;pena più gravosa è toccata al padre di uno di  loro che è sceso in campo senza far nulla.
I giudici,infatti, hanno ritenuto che si sia trattato di un incidente,definendolo 'omicidio colposo'. Hanno scartato l'ipotesi dell'odio razziale proposto dall'accusa (e in effetti i ragazzi,tutti stranieri, erano gia conosciuti dalle forze dell'ordine) e hanno accolto la proposta della difesa che vedeva nella causa della morte un 'difetto genetico'.

Nessun commento:

Posta un commento