martedì 11 giugno 2013

Interpretazione de 'il cantico dei drogati-F.De André' parte 2

Per la prima parte andare qui


'Perchè non hanno fatto
delle grandi pattumiere
per i giorni gia usati
per queste ed altre sere'

In questo pezzo emerge il non senso della vita di un drogato. I giorni non sono più un progetto di vita,non sono il momento in cui coltivare sogni, alimentare amicizie e scoprire cose nuove,non sono più giorni da vivere. Sono giorni usa e getta,giorni da passare e buttare nelle 'pattumiere' che,però,non esistono e gli ricordano costantemente i suoi errori. Ogni giorno equivale ad un tot di dosi,ad un tot di sballi,e passato quel giorno è solo un giorno di agonia in meno. Non serve ricordarlo, non è servito a nulla.. Ma i suoi errori,e ora se ne accorge, ripercuoteranno il suo futuro inevitabilmente.

'E chi,chi sarà mai
il buttafuori del sole
chi lo spinge ogni giorno
sulla scena alle prime ore'

Anche la natura assume le caratteristiche della tossicodipendenza. Il tossicodipendente si chiede chi è a coinvolgere un sole (inerte) ad entrare in gioco,a smuoversi dal suo stato. C'è bisogno della figura forte di un buttafuori,che insista,che lo spinga,che lo smuova. Forse anche di questo aiuto avrebbe bisogno un tossicodipendente per poter riuscire a brillare..

'E soprattutto chi
e perchè mi ha messo al mondo
dove vivo la mia morte
con un anticipo tremendo?'

Il messaggio è chiaro. Sinteticamente racchiude l'agonia del tossicodipendente che,a questo punto,si chiede persino che senso abbia vivere. La vita è gia la sua morte,ogni giorno si sente morire. 

'Quando scadrà l'affitto
di questo corpo idiota
allora avrò il mio premio
come una buona nota'

E quando 'finalmente' giungerà la morte che lo libererà da questo corpo assuefatto che lo imprigione e lo rende schiavo,idiota perche non riesce a reagire,allora spera di ricevere un premio per la sua sofferenza. Il suo premio sarà essere ricordato,essere utile. E sarà utile in questo modo:

'Mi citeran di monito
a chi crede sia bello
giocare all'aria a palla
con il proprio cervello,

cercando di lanciarlo
oltre il confine stabilito
che qualcuno ha tracciato
ai bordi dell'infinito'

Forse qualcuno si renderà conto di lui. E capirà quanto non è facile reagire,e che la reazione (giocare a palla col proprio cervello) è dolorosa e quasi impossibile da raggiungere con le proprie forze;proprio perchè qualcuno (la società che lo esclude,e non lo aiuta) ha posto il limite da raggiungere ai bordi dell'infinito. Quando si sentirà accolto,quando una comunità lo aiuterà a fare passi avanti forse il limite sarà più facile da raggiungere.


'Come potrò dire a mia madre che ho paura?'

'Tu che m'ascolti insegnami
un alfabeto che sia
differente da quello
della mia vigliaccheria'

(lo lascio come spunto di riflessione)

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