martedì 11 giugno 2013

Interpretazione de 'Il cantico dei drogati-F. De André' parte 1




Traccia inziale del concept album 'Tutti morimmo a stento' (1968). Segue una personalissima interpretazione:

'Ho licenziato Dio
gettato via un amore
per costruirmi il vuoto
nell'anima e nel cuore'

A parlare è un drogato. La sensazione è che stia descrivendo il suo stato in un momento di coscienza, quasi con saggezza. Tuttavia,da come emergerà successivamente, il protagonista non racconta da esterno la sua vicenda: appare ancora afflitto, sofferente, patente una situazione tutt'altro che passata. Non sembra il racconto di un passato vissuto,ma la descrizioni delle sensazioni che si provano nel momento in cui si vive la tossicodipendenza.
Il nostro amico,però, è cosciente del suo essere tossicodipendente,riconosce di aver fatto degli errori e di starli pagando in qualche modo. E' forse questa la contraddizzione maggiore rispetto ai casi più comuni in cui non si riconosce di essere entrati in un vortice.
L'uomo ha licenziato Dio,forse ha perso le speranze in lui,forse crede di non averne più bisogno,non gli importa più. Ha buttato via un amore,magari costruito con tanti sacrifici,magari la svolta della sua vita. Tutto ciò è andato perduto,bruciato,finendo solo per costruire un vuoto nell'anima (Dio) e nel cuore(amore).

'Le parole che dico
non han più forma ne accento,
si confondo i suoni
in un sordo lamento'

E' la rappresentazione dell'estraneazione che la droga crea. Il resto non importa,cosi come non importa il comunicare col mondo. L'unica cosa utile,forse,è il trasmettere le proprire frustrazioni,trasmutate da mille pensieri in un sordo lamento.
E' quasi una rassegnazione al raccontare al mondo,agli altri,le proprie sensazioni,i propri pensieri. Perchè qualsiasi cosa detta non sarebbe altro che una cosa astratta,nessuno riesce a capire quello che sta passando.

'Mentre tra gli altri nudi
io striscio verso un fuoco
che illumina i fantasmi
di questo osceno gioco'

Se questo osceno gioco è la vita,i suoi fantasmi saranno sicuramente le preoccupazioni,e i dolori amplificati e illuminati da quel fuoco che la droga crea. Lui riconosce di essere in una condizione precaria rispetto agli altri che nudi,mostrano se stessi.

'Come potrò dire a mia madre che ho paura?'

Bella domanda..

'Chi mi riparlerà
di domani luminosi
dove i muti canteranno 
e taceranno i noiosi?'

Chi può assicurare che qualcosa può cambiare? Che il futuro possa essere migliore? Chi può affermare con certezza che 'andrà tutto bene'? L'allegoria dei muti che canteranno e dei noiosi che taceranno,può essere riferita alle ingiustizie. Quando le minoranze non saranno più costrette a subire ma potranno mostrarsi e chi ha il potere smetterà di abusarne ingiustamente,allora sarà tutto migliore. Ma chi è capace di assicurarci che sarà cosi? Nessuno..

'quando riascolterò
il silenzio tra le foglie 
sussurrare i silenzi
che la sera raccoglie'

Rappresenta il riavvicinamento alla natura,alla vera esistenza dell'uomo. Il silenzio,la calma.. e i sussurri del silenzio,dovuti a quei taciti atti di amore,che la sera accende.

'Io che non vedo piu
che folletti di vetro
che mi spiano davanti
che mi ridono dietro'

I folletti di vetro sono gli altri. Di vetro perchè fragili. Lui si sente osservato,giudicato dagli altri.
Gli altri lo spiano,lo guardano di malgrado. Nonostante il loro essere fragili,più di lui,ignorano la loro debolezza e da dietro,insieme,lo scherniscono.


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