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giovedì 20 giugno 2013

La musica dal punto di vista del suonatore

Propongo 3 splendide canzoni,tutte incentrate sul tema del musicista. Ascoltatele bene,e immaginate di essere voi ad allietare il mondo con la melodia delle vostre azioni.. C'est a vous.





'E giro col mio violino
per le piazze e per le strade,
la gente intorno balla
e trova il tempo per sognare'

La vita del viandante mista a quella del musicista: non aver bisogno di nulla se non del mondo,te stesso e un violino.





'E poi se la gente sa,
e la gente lo sa che sai suonare,
suonare ti tocca per tutta la vita
e ti piace lasciarti ascoltare'

Un inno alla libertà. Un altro modo di dire: suona,canta e balla,e anche le tempeste faranno buon ritmo.




' un violino venuto dal nulla che con sè
portava il sapore di un volo libero per ogni
cielo, senza confini e senza paure.'

Cantate e fate,cosi da poter insegnare anche ad altri a cantare e fare. Cosi facendo avrete lasciato qualcosa,anche quando il vostro suono rimarrà solo la scintilla di un sogno che arde.

martedì 11 giugno 2013

Interpretazione de 'il cantico dei drogati-F.De André' parte 2

Per la prima parte andare qui


'Perchè non hanno fatto
delle grandi pattumiere
per i giorni gia usati
per queste ed altre sere'

In questo pezzo emerge il non senso della vita di un drogato. I giorni non sono più un progetto di vita,non sono il momento in cui coltivare sogni, alimentare amicizie e scoprire cose nuove,non sono più giorni da vivere. Sono giorni usa e getta,giorni da passare e buttare nelle 'pattumiere' che,però,non esistono e gli ricordano costantemente i suoi errori. Ogni giorno equivale ad un tot di dosi,ad un tot di sballi,e passato quel giorno è solo un giorno di agonia in meno. Non serve ricordarlo, non è servito a nulla.. Ma i suoi errori,e ora se ne accorge, ripercuoteranno il suo futuro inevitabilmente.

'E chi,chi sarà mai
il buttafuori del sole
chi lo spinge ogni giorno
sulla scena alle prime ore'

Anche la natura assume le caratteristiche della tossicodipendenza. Il tossicodipendente si chiede chi è a coinvolgere un sole (inerte) ad entrare in gioco,a smuoversi dal suo stato. C'è bisogno della figura forte di un buttafuori,che insista,che lo spinga,che lo smuova. Forse anche di questo aiuto avrebbe bisogno un tossicodipendente per poter riuscire a brillare..

'E soprattutto chi
e perchè mi ha messo al mondo
dove vivo la mia morte
con un anticipo tremendo?'

Il messaggio è chiaro. Sinteticamente racchiude l'agonia del tossicodipendente che,a questo punto,si chiede persino che senso abbia vivere. La vita è gia la sua morte,ogni giorno si sente morire. 

'Quando scadrà l'affitto
di questo corpo idiota
allora avrò il mio premio
come una buona nota'

E quando 'finalmente' giungerà la morte che lo libererà da questo corpo assuefatto che lo imprigione e lo rende schiavo,idiota perche non riesce a reagire,allora spera di ricevere un premio per la sua sofferenza. Il suo premio sarà essere ricordato,essere utile. E sarà utile in questo modo:

'Mi citeran di monito
a chi crede sia bello
giocare all'aria a palla
con il proprio cervello,

cercando di lanciarlo
oltre il confine stabilito
che qualcuno ha tracciato
ai bordi dell'infinito'

Forse qualcuno si renderà conto di lui. E capirà quanto non è facile reagire,e che la reazione (giocare a palla col proprio cervello) è dolorosa e quasi impossibile da raggiungere con le proprie forze;proprio perchè qualcuno (la società che lo esclude,e non lo aiuta) ha posto il limite da raggiungere ai bordi dell'infinito. Quando si sentirà accolto,quando una comunità lo aiuterà a fare passi avanti forse il limite sarà più facile da raggiungere.


'Come potrò dire a mia madre che ho paura?'

'Tu che m'ascolti insegnami
un alfabeto che sia
differente da quello
della mia vigliaccheria'

(lo lascio come spunto di riflessione)

Interpretazione de 'Il cantico dei drogati-F. De André' parte 1




Traccia inziale del concept album 'Tutti morimmo a stento' (1968). Segue una personalissima interpretazione:

'Ho licenziato Dio
gettato via un amore
per costruirmi il vuoto
nell'anima e nel cuore'

A parlare è un drogato. La sensazione è che stia descrivendo il suo stato in un momento di coscienza, quasi con saggezza. Tuttavia,da come emergerà successivamente, il protagonista non racconta da esterno la sua vicenda: appare ancora afflitto, sofferente, patente una situazione tutt'altro che passata. Non sembra il racconto di un passato vissuto,ma la descrizioni delle sensazioni che si provano nel momento in cui si vive la tossicodipendenza.
Il nostro amico,però, è cosciente del suo essere tossicodipendente,riconosce di aver fatto degli errori e di starli pagando in qualche modo. E' forse questa la contraddizzione maggiore rispetto ai casi più comuni in cui non si riconosce di essere entrati in un vortice.
L'uomo ha licenziato Dio,forse ha perso le speranze in lui,forse crede di non averne più bisogno,non gli importa più. Ha buttato via un amore,magari costruito con tanti sacrifici,magari la svolta della sua vita. Tutto ciò è andato perduto,bruciato,finendo solo per costruire un vuoto nell'anima (Dio) e nel cuore(amore).

'Le parole che dico
non han più forma ne accento,
si confondo i suoni
in un sordo lamento'

E' la rappresentazione dell'estraneazione che la droga crea. Il resto non importa,cosi come non importa il comunicare col mondo. L'unica cosa utile,forse,è il trasmettere le proprire frustrazioni,trasmutate da mille pensieri in un sordo lamento.
E' quasi una rassegnazione al raccontare al mondo,agli altri,le proprie sensazioni,i propri pensieri. Perchè qualsiasi cosa detta non sarebbe altro che una cosa astratta,nessuno riesce a capire quello che sta passando.

'Mentre tra gli altri nudi
io striscio verso un fuoco
che illumina i fantasmi
di questo osceno gioco'

Se questo osceno gioco è la vita,i suoi fantasmi saranno sicuramente le preoccupazioni,e i dolori amplificati e illuminati da quel fuoco che la droga crea. Lui riconosce di essere in una condizione precaria rispetto agli altri che nudi,mostrano se stessi.

'Come potrò dire a mia madre che ho paura?'

Bella domanda..

'Chi mi riparlerà
di domani luminosi
dove i muti canteranno 
e taceranno i noiosi?'

Chi può assicurare che qualcosa può cambiare? Che il futuro possa essere migliore? Chi può affermare con certezza che 'andrà tutto bene'? L'allegoria dei muti che canteranno e dei noiosi che taceranno,può essere riferita alle ingiustizie. Quando le minoranze non saranno più costrette a subire ma potranno mostrarsi e chi ha il potere smetterà di abusarne ingiustamente,allora sarà tutto migliore. Ma chi è capace di assicurarci che sarà cosi? Nessuno..

'quando riascolterò
il silenzio tra le foglie 
sussurrare i silenzi
che la sera raccoglie'

Rappresenta il riavvicinamento alla natura,alla vera esistenza dell'uomo. Il silenzio,la calma.. e i sussurri del silenzio,dovuti a quei taciti atti di amore,che la sera accende.

'Io che non vedo piu
che folletti di vetro
che mi spiano davanti
che mi ridono dietro'

I folletti di vetro sono gli altri. Di vetro perchè fragili. Lui si sente osservato,giudicato dagli altri.
Gli altri lo spiano,lo guardano di malgrado. Nonostante il loro essere fragili,più di lui,ignorano la loro debolezza e da dietro,insieme,lo scherniscono.